Progetto LIFEstockProtect – Sondaggio

Progetto LIFEstockProtect – Sondaggio

8 luglio 2021

Dal 2020 Eurac Research sta lavorando con partner internazionali a un nuovo progetto LIFE incentrato sulla protezione delle greggi nell’arco alpino. Si vuole conoscere come le misure di protezione del bestiame dalla fauna selvatica sono percepite da cacciatori, allevatori, pastori e turisti. Con quali sfide si confrontano i rispettivi gruppi di riferimento?

Per rispondere a queste e altre domande, Eurac Research sta lanciando un sondaggio anonimo. Potete accedere al questionario tramite questo link.

Potete scoprire di più sul progetto qui. 

Date dell’esame venatorio 2021

Date dell’esame venatorio 2021

30. giugno 2021

L’Ufficio Caccia e pesca ha recentemente annunciato le date per l’esame venatorio di quest’anno. Le domande possono essere presentate fin da ora.

Prove pratiche di tiro:

15 e 16 settembre 2021
Termine di registrazione: 26 agosto 2021

24 e 25 novembre 2021
Termine di registrazione: 4 novembre 2021

Esame di teoria:

tra il 4 e il 6 ottobre 2021
Termine di registrazione: 20 agosto 2021

Tutte le informazioni importanti sull’esame e la registrazione potete trovarle sulla homepage dell’Ufficio Caccia e pesca.

Incomprensibile sentenza della marmotta

Incomprensibile sentenza della marmotta

23 giugno 2021

L’Associazione Cacciatori Alto Adige, l’Unione Agricoltori Sudtirolesi, l’Unione Pesca Alto Adige e l’Associazione delle riserve di caccia private criticano la condanna dell’ex governatore dell’Alto Adige Luis Durnwalder e dell’ex direttore dell’Ufficio Caccia e pesca Heinrich Erhard. I due amministratori sono obbligati a pagare insieme quasi un milione di euro di danni per aver autorizzato per decreto l’abbattimento di marmotte, volpi, cormorani e stambecchi tra il 2010 e il 2014.

In una conferenza stampa congiunta, i presidenti delle associazioni hanno spiegato il loro disappunto per la sentenza.

Dove le marmotte causano danni ai pascoli alpini, è necessario tenere sotto controllo le loro popolazioni

I roditori a volte scavano sotto le strutture dei pascoli alpini. Spesso scavano gallerie e buchi poco sotto la superficie, e il bestiame al pascolo si ferisce, quando queste cavità crollano sotto il loro peso. “Quindi, i decreti di abbattimento non hanno causato alcun danno, al contrario, hanno aiutato a prevenire i danni e a mantenere l’economia dei pascoli alpini”, afferma Leo Tiefenthaler, Presidente dell’Unione Agricoltori.

Il controllo delle volpi fa parte della protezione dei tetraonidi rari e aiuta gli allevatori di pollame

Il Presidente provinciale ACAA, Günther Rabensteiner, ha sottolineato come la volpe, se non regolata nel numero, causa problemi non solo a molti allevatori di pollame. È una grande minaccia anche per gli uccelli rari che nidificano a terra, come il gallo cedrone. “Le volpi sono predatori di nidi, gli uccelli che nidificano a terra, come il gallo cedrone, sono facili prede”.

Nessuna specie di selvaggina, oggetto dei decreti di abbattimento incriminati, è diminuita negli ultimi decenni

Oggi ci sono più marmotte, volpi e cormorani in Alto Adige che 10 o 20 anni fa. “Nel caso della marmotta, addirittura l’autorità ambientale ISPRA approva oggi il prelievo annuale di un numero doppio di esemplari rispetto che negli anni dal 2010 al 2014, cioè 2000 marmotte rispetto alle 1000 di allora”, riferisce Günther Rabensteiner.

La valutazione del danno è assurda e non comprensibile

Il Presidente dell’Associazione delle riserve di caccia private, Martin Ganner, mette in dubbio anche la valutazione dei danni riferita agli animali prelevati. Mentre Durnwalder ed Erhard sono stati assolti in prima istanza dalla Corte dei Conti di Bolzano, la Corte dei Conti centrale romana ha applicato la perizia di un dichiarato avversario della caccia, che equipara il valore di un animale a quello di un animale imbalsamato. Di conseguenza, è stata calcolata una multa di 500 euro per ciascuna marmotta e per ciascun cormorano. “Una valutazione completamente illogica. Suggerisce che con la sentenza si mira in realtà assestare un brutto colpo alla caccia e alla pesca”.

Il cormorano danneggia il patrimonio ittico

Anche Markus Heiss, Presidente dell’Unione Pesca Alto Adige, segue la stessa linea. Egli definisce la stima scandalosa. Nella valutazione si dice anche che il cormorano non avrebbe nessun effetto sulla popolazione ittica. Invece, questi grandi uccelli, che passano l’inverno presso le acque dell’Alto Adige, mangiano circa 12.000 chili di pesce in 4 mesi. “Colpiti sono soprattutto il temolo e la trota marmorata nel periodo di frega. In confronto, nel 2019 i pescatori altoatesini hanno catturato dalle acque 725 chilogrammi di trote marmorate e di temoli. “

I cacciatori vogliono dare un segno di solidarietà

Dopo anni di udienze e appelli, è stata emessa una sentenza passata in giudicato e quindi esecutiva. Le quattro associazioni vorrebbero dare un aiuto, e stanno promuovendo una campagna di raccolta fondi. Il ricavato è destinato a sostenere l’ex direttore dell’Ufficio Heinrich Erhard nel pagamento dell’enorme richiesta di risarcimento. Tuttavia, non si tratta solo di mitigare il danno economico subito dell’ex funzionario, ma anche, come cacciatori, di esprimere un segnale di solidarietà verso l’ex governatore provinciale (che da parte sua rinuncia espressamente a una raccolta di fondi).

Alcuni sostenitori della campagna di raccolta fondi hanno già contattato l’Associazione Cacciatori Alto Adige. Tra questi c’è lo scrittore e cacciatore Josef Duregger della Valle Aurina che ha donato 100 copie del suo libro “Dem Wild auf der Spur”, in cui descrive le sue esperienze di caccia tra la Lapponia e la Namibia. Un bel gesto che, si spera, sarà seguito da molti altri.

Il volume è disponibile presso l’Associazione Cacciatori Alto Adige su presentazione della copia di effettuato bonifico di 30 euro sul conto della donazione. Ogni copia del libro è firmata dall’ex governatore Durnwalder e personalizzata con una dedica.

 

Conto donazione Cassa Rurale di Bolzano:

Sentenza della marmotta Dr. Erhard
IBAN: IT34V0808111600000300022314

Selvaggina al barbecue

Selvaggina al barbecue

16 giugno 2021

Finalmente è tornata l’estate, tempo finalmente di tirare fuori la griglia dal garage. Quello che molti non sanno: si può anche grigliare la carne di selvaggina, ed è anche ottima! Dopo tutto, è quello che facevano già i nostri antenati dell’età della pietra.

La preparazione della carne di capriolo e di cervo è del tutto simile a quella della carne di manzo. I tagli di coscia e di schiena sono i più adatti alla cottura alla griglia. È importante che la carne venga esposta fin da subito a forte calore. Va scottata su entrambi i lati vicino alla carbonella, poi va spostata lungo i bordi della griglia e lasciata riposare per qualche minuto. Non va però lasciata a parte troppo a lungo, altrimenti può diventare dura. La carne è pronta quando ha esternamente ha una bella crosta, ma rimanere succosa e rosa chiaro all’interno.

Molti marinano la carne in modo fantasioso prima di grigliarla. Fondamentalmente, però, sono sufficienti dell’olio d’oliva, un po’ di succo di limone, miele e delle erbette fresche. Poiché gli animali selvatici, soprattutto ora in estate, possono selezionare i germogli e le piantine migliori tra l’ampia disponibilità di nutrimento, la loro carne prende un sapore meravigliosamente aromatico e può anche essere messa direttamente sulla griglia senza grandi preparativi. Sale, pepe, un rametto fresco di rosmarino o di timo, un’insalata fresca e colorata come contorno, e potrete godervi un bel barbecue delizioso e molto salutare.

Medaglioni di sella di capriolo in olio d’oliva alle erbe

Tagliare la sella di capriolo in medaglioni di 4-5 cm di spessore.

Mescolare 6-7 cucchiai di olio d’oliva con un cucchiaio di rosmarino e timo tritati finemente.

Mettere i medaglioni sulla griglia rovente. Grigliate su entrambi i lati per 3 minuti. Poi lasciate riposare per qualche minuto sul bordo della griglia a un calore più basso.

Condire con sale, pepe e un filo d’olio prima di impiattare. Servire con un’insalata a foglie colorate.

Concorso fotografico sul salvataggio dei caprioletti

Concorso fotografico sul salvataggio dei caprioletti

1° giugno 2021

Con un concorso fotografico sul salvataggio dei caprioletti, l’Associazione Cacciatori Alto Adige, insieme a Bioland Alto Adige e all’Unione Agricoltori Sudtirolesi, vuole attirare l’attenzione dei media sull’impegno profuso da cacciatori e agricoltori a favore dei piccoli di capriolo. Solo l’anno scorso, 565 volontari hanno salvato 750 caprioletti in oltre 5000 ore di lavoro.

Per onorare questo sforzo, le tre associazioni hanno lanciato un concorso fotografico.

I volontari possono inviare le loro foto scattate durante le operazioni di salvataggio di caprioletti a info@jagdverband.it entro il 30 giugno 2021.

Si prega di indicare il nome dell’autore dell’immagine e la riserva di caccia o il comune dove è stata scattata la foto.

Le foto migliori saranno inviate ai media altoatesini in luglio 2021, a corredo di un comunicato stampa sul tema. Chiunque invii una foto, dà automaticamente il suo consenso affinché le immagini siano utilizzate liberamente per la comunicazione interna ed esterna dell’ACAA sul salvataggio dei caprioletti.

Webinar – in lingua tedesca – sul salvataggio dei caprioletti

Webinar – in lingua tedesca – sul salvataggio dei caprioletti

1° giugno 2021

Il 12 maggio 2021 l’Associazione Cacciatori Alto Adige, insieme a Bioland Alto Adige e all’Unione Agricoltori Sudtirolesi, ha organizzato un webinar sul salvataggio dei caprioletti. I relatori hanno illustrato le basi di queste azioni, presentato i diversi metodi impiegati e spiegato in dettaglio il salvataggio dei cerbiatti con il drone dotato di termocamera. Più di 120 partecipanti, fra agricoltori e cacciatori, hanno seguito il seminario online, un grande successo per quest’iniziativa!

Il webinar – in lingua tedesca – può ora essere riguardato qui.

Un ulteriore interessante contributo sul salvataggio coi droni tradotto in italiano è disponibile sul sito del quotidiano L’Adige qui.