Salvataggio di caprioletti

Salvataggio di caprioletti in Alto Adige

In maggio e giugno, molti animali selvatici danno alla luce i loro piccoli. La femmina di capriolo nasconde i suoi piccoli nell’erba alta per le prime settimane e li raggiunge solo di tanto in tanto per allattarli. Il caprioletto non ha l’istinto di fuga durante questo periodo. In caso di pericolo si schiaccia solo contro il terreno e spera nel suo buon mimetismo. Questo comportamento, però, è la rovina dei caprioletti, quando arrivano le falciatrici, perché in molti luoghi di montagna la stagione delle nascite coincide proprio con l’inizio della fienagione.

caprioletti salvati

ore di volontariato

volontari

Molti agricoltori e cacciatori lavorano insieme da anni per salvare i caprioletti da questo crudele destino. Nel 2020, in 57 riserve di caccia altoatesine sono state effettuate diverse azioni di salvataggio. In stretta collaborazione con gli agricoltori, sono stati salvati dalla morte per sfalcio più di 750 caprioletti, 5 giovani lepri e persino un cerbiatto, operazioni per le quali sono state spese oltre 5000 ore di volontariato. Uno sforzo notevole, per la quale gli agricoltori, i cacciatori e i volontari meritano un grande elogio!

Video – Salvataggio di un caprioletto tramite drone a Castelrotto
Il video è stato prodotto in collaborazione con l’Unione Agricoltori Sudtirolesi.

Metodi di salvataggio dei caprioletti

Vengono impiegati molti metodi diversi per il salvataggio dei caprioletti. Alcuni sono facili da implementare, altri si basano su una tecnologia specializzata e richiedono una certa abilità.

Il giorno prima della falciatura si interviene per spaventare e allontanare le femmine di capriolo con i loro piccoli. Il giorno stesso della falciatura si attuano misure per salvare i caprioletti nascosti nei prati. Anche un sistema di falciatura rispettoso della selvaggina contribuisce a risparmiare inutili sofferenze ai cuccioli selvatici.

L’effetto migliore si ottiene combinando diversi metodi.

Il giorno prima della falciatura

Camminare lungo il prato (con il cane)

La sera prima della falciatura, camminare sui bordi del prato con un cane. Il cane lascia un odore che disturba la capriola e la indice a portare il suo piccolo fuori dal prato.

Importante: il cane deve essere al guinzaglio. Non dovrebbe essere in grado di avvicinarsi a un caprioletto o ad altri animali selvatici.

Spaventare/allontanare

L’effetto repellente per i caprioli si ottiene installando gli spaventapasseri nel prato prima del tramonto. Gli spaventapasseri producono rumori ed effetti luminosi intermittenti o emettono odori sgradevoli. I fattori di disturbo irregolari turbano la capriola che allontana il suo caprioletto dal nascondiglio. L’effetto migliore si ottiene con una combinazione di effetti sonori, di luce, di colore e di odori. Esistono per questo dispositivi professionali a un prezzo relativamente basso. Ma si può anche essere creativi e attaccare sacchi della spazzatura blu (i caprioli reagiscono particolarmente a questo colore) a pali di legno o installare lampade da cantiere che lampeggiano di notte.

Il raggio effettivo di uno spaventapasseri è al massimo di 100 metri. A seconda dell’area da falciare, sono necessari più spaventapasseri. In linea di principio, uno spaventapasseri dovrebbe essere collocato a circa 50 m dal bordo del prato o del bosco e a non più di 150-200 m dallo spaventapasseri successivo.

Attenzione, effetto di assuefazione! I caprioli si abituano allo spaventapasseri con il tempo. Capiscono rapidamente che non costituiscono un pericolo reale per loro. Uno spaventapasseri serve quindi al suo scopo solo se viene allestito al massimo uno o due giorni prima della falciatura. Dopo di che, la misura diventa inefficace.

Importante: una volta che gli spaventapasseri sono stati installati, l’area entro un raggio di 10 m dallo spaventapasseri deve essere accuratamente perlustrata alla ricerca di caprioletti. Una capriola, infatti, potrebbe essere così intimidita dal cigolio o dal fruscio dello spaventapasseri che non osa avvicinarsi abbastanza per prelevare il suo caprioletto. Quindi la regola è: perlustrare la zona direttamente intorno allo spaventapasseri e riposizionare i caprioletti trovati più lontano.

Quando si collocano gli spaventapasseri vicino agli insediamenti umani, si deve tener conto del possibile disturbo al vicinato.

Falciatura

L’agricoltore può falciare una piccola area ai margini del prato il giorno prima della falciatura. Una striscia di 4 metri di larghezza è sufficiente. È meglio falciare nel pomeriggio o prima del tramonto. Variazioni dell’ambiente turbano la capriola.

Il giorno della falciatura

Catene umane

Il giorno della falciatura, l’area da falciare viene sistematicamente perlustrata alla ricerca di caprioletti. Diversi volontari percorrono tutto il prato in fila, a poca distanza l’uno dall’altro (uno o due metri). Una corda o dei bastoni aiutano a mantenere la giusta distanza. Il metodo richiede tempo e disponibilità di personale. I volontari devono essere organizzati per tempo.

Camminare insieme alla falciatrice

Il metodo funziona in modo simile al camminare sul prato in una catena umana. Uno o due volontari camminano sul prato parallelamente alla falciatrice. Mentre il contadino falcia una striscia di prato, la striscia successiva da falciare viene accuratamente perlustrata. Si continua così fino a quando il prato è stato completamente falciato.

Drone

Molto efficiente e sempre più popolare è l’uso di droni con termocamera. Nelle prime ore del mattino, le aree da falciare vengono sorvolate con il drone. Sul monitor il caprioletto appare come fonte di calore e quindi può essere recuperato in maniera mirata e portato in salvo da un volontario. La sorgente di calore è molto evidente nelle fresche ore del mattino. Non appena il sole risplende sui campi, si riscaldano anche i sassi e le cunette delle talpe. Distinguere tra le diverse fonti di calore diventa quindi più difficile. Pertanto, il salvataggio dei caprioletti con il drone ottiene il maggior successo se effettuato nelle prime ore del mattino.

Aiuti tecnici

Nel frattempo, ci sono alcuni dispositivi tecnici a cui i cacciatori e gli agricoltori possono ricorrere. Il dispositivo portatile a infrarossi è un’asta lunga 6 metri con sensori che localizzano i caprioletti nel prato. Il volontario lo indossa al collo e cammini sul prato alla ricerca di piccoli di capriolo. Si possono anche montare speciali fasce di sensori sulla falciatrice. Avvertono l’agricoltore della presenza di ostacoli o sollevano le lame a non appena percepiscono un ostacolo.

Il segnale acustico scaccia-caprioli Hubertus per falciatrice è un segnale acustico adatto a spaventare i caprioletti più grandi e altre specie di selvaggina. I piccoli ed economici dispositivi emettono un forte segnale acustico e inducono gli animali selvatici alla fuga. Per i caprioletti più giovani, tuttavia, è inefficace.

Falciatura rispettosa della fauna selvatica

Metodo di falciatura

Nel rispetto della fauna selvatica, è bene procedere alle operazioni di sfalcio sempre dall‘interno del campo verso l’esterno, o da un lato all’altro dello stesso, oppure procedendo allontanandosi dalla strada in direzione del bosco. Questo lascia aperta una via di fuga per gli animali selvatici. Se invece si taglia dall’esterno verso l’interno, gli animali correranno sempre più verso il centro del prato. Alla fine, quando si falcerà anche questo ultimo pezzo del campo, il pericolo di ferire o uccidere i cuccioli è alto.

Salvataggio dei caprioletti con il drone

I droni con termocamere sono sempre più utilizzati per salvare i caprioletti. Prima di acquistare e utilizzare un drone per salvare i caprioletti, ci sono alcune cose da considerare.

Requisiti legali

I droni sono divisi in diverse categorie. A seconda della categoria, sono necessari diversi requisiti per far volare legalmente il drone.

Due regolamenti stabiliscono le regole di base per far volare un drone in Italia:

  • Il regolamento UE 2019/947 è in vigore in tutti i paesi dell’UE dal 31 dicembre 2020 e regola l’uso dei droni civili.
  • Il regolamento UAS-IT integra i regolamenti all’interno dello Stato italiano ed è stato redatto dall’ente italiano per l’aviazione civile ENAC.

Fondamentalmente, i droni sono divisi nelle categorie “Open”, “Specific” e “Certified”, a seconda del rischio operativo, definito dall’area di utilizzo e dal peso. Nella categoria “Aperto”, ci sono anche le tre sottocategorie A1, A2 e A3, dove la distinzione principale qui è se i droni sono volati dentro o fuori le aree popolate.

I droni di salvataggio Fawn, come il Mavic 2 Enterprise Advanced o lo Yuneec H520E, rientrano nella categoria “Open”, A3. Per volare legalmente un tale drone nella zona di caccia, ha secondo l’attuale legge dell’UE servono:

  • un pilota a distanza con l’appropriato certificato di competenza o la licenza di pilota di droni;
  • una registrazione dell’operatore/proprietario;
  • l’assicurazione di responsabilità civile.
Licenza per pilotare il drone

I droni dotati di termocamere sono sempre più utilizzati nelle operazioni di salvataggio dei caprioletti nelle riserve di caccia dell’Alto Adige. La legge stabilisce che tale drone può essere pilotato solo da un pilota in possesso di una licenza riconosciuta, il cosiddetto “Attestato di Pilota APR – Operazioni non Critiche”. Questa licenza è indispensabile soprattutto se il pilota vuole proteggersi, ad esempio, per danni a terzi.

L’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile ENAC organizza corsi di formazione per il volo dei droni presso scuole di volo selezionate in Italia. Questi corsi sono di solito lunghi e costosi (circa 1.400 euro). Tuttavia, dal 2020, l’ENAC offre anche una preparazione e un esame online semplificato e poco costoso per la licenza di pilota di droni.

 

Esame online ENAC

L’esame consiste in 40 domande a scelta multipla a cui rispondere in 60 minuti. Per iscriversi con successo all’esame, è necessario per il candidato identificarsi attraverso le credenziali SPID personali ed effettuare il versamento di 31 euro. I materiali di studio, solo in lingua italiana, sono disponibili online. Dopo aver superato l’esame, la licenza di pilota è valida per 5 anni. Se poi ci si registri come pilota presso l’ENAC, si può stipulare un’assicurazione.

Ulteriori informazioni e materiali didattici sono disponibili sulla homepage dell’ENAC:

https://www.enac.gov.it/sicurezza-aerea/droni/pilota-apr-operazioni-non-critiche

I seguenti video possono aiutare chi è interessato ad imparare:

 

Corso preparatorio di 1 giorno alla scuola forestale del Latemar

L’Associazione Cacciatori Alto Adige, insieme alla Scuola Forestale del Latemar, ha in programma un corso preparatorio per la licenza di volo per droni. L’obiettivo del corso, tenuto in lingua tedesca, è quello di trasmettere i contenuti teorici più importanti e di fornire un supporto linguistico ai partecipanti all’esame online dell’ENAC (Ente Nazionale dell’Aviazione Civile), che avrà luogo subito dopo.

Attenzione. A causa dell’emergenza da Coronavirus, non è attualmente possibile tenere il corso in presenza. Non appena le circostanze lo permetteranno di nuovo, il corso sarà organizzato e gli interessati saranno informati dell’offerta.

Registrazione

Prima di poter volare con il drone, l’operatore del drone (cioè il proprietario o il possessore del dispositivo) deve registrarsi attraverso il  portale D-Flight.

A registrazione effettuata con successo, all’operatore del drone viene rilasciato un codice QR personale. Il codice è utilizzato per identificare l’operatore e tutti i suoi droni. Deve essere apposto su ciascuno dei droni dell’operatore.

Assicurazione sui droni

In Italia, tutti i droni sono soggetti all’assicurazione obbligatoria. L’assicurazione di responsabilità civile può essere stipulata direttamente attraverso l’ENAC o attraverso fornitori privati.

Un esempio

La riserva A compra un drone per il salvataggio dei caprioletti. Il rettore della riserva (o un’altra persona responsabile) si registra come operatore di droni sul sito D-Flight. Riceve il codice QR personale e lo applica al drone. Assicura anche il drone per danni contro terzi. Due cacciatori della riserva hanno la licenza per pilotare i droni e sono quindi autorizzati a farli volare.

L’operatore del drone è registrato, il drone è assicurato e i piloti sono legalmente in regola convalida autorizzazione. Il salvataggio dei caprioletti può iniziare!

 

La corretta gestione dei caprioletti scovati

  • Non toccare mai i caprioletti a mani nude. Guanti o ciuffi d’erba spessi impediscono che l’odore umano sia trasferito all’animale.
  • Assicurare i caprioletti in una cassa e posarli ai margini del prato. La cassa deve essere dotata di fori per l’aria e protetta dal sole cocente. Appesantire il coperchio della cassa con delle pietre in modo che il piccolo di capriolo non possa evadere. Questo impedisce anche la predazione da parte della volpe.
  • Si può usare qualsiasi cosa che serva allo scopo: semplici cassette per la frutta, cesti per la biancheria, scatole con cerniere e una piccola serratura, box per il trasporto dei gatti e così via.
  • Dopo la falciatura, il caprioletto deve essere rilasciato immediatamente. La capriola non è mai lontana dal luogo e torna a recuperarlo.

12 maggio 2021 Webinar sul salvataggio dei caprioletti

Puoi rivedere i singoli video del webinar sul salvataggio dei caprioletti del 12 maggio 2021 qui.

Modulo 1 – L’ABC del salvataggio dei caprioletti

Birgith Unterthurner
Associazione Cacciatori Alto Adige

Modulo 3 – Salvataggio dei caprioletti con i droni

Claus Langebner
Alp-Drone

Modulo 2 – Il salva-caprioletti Multiplex

Diether Platzgummer
Azienda Tecnomag

Modulo 4 – Salvataggio dei caprioletti con il drone nella riserva di caccia di Naturno

Heinz-Dieter Meier
www.kitzrettung.com

Ulteriori informazioni e contatto

Contatta

L’Associazione Cacciatori Alto Adige è lieta di assistere i suoi soci con consulenze specifiche.

Contatto presso l’ACAA per il salvataggio dei caprioletti:

Birgith Unterthurner
birgith.unterthurner@jagdverband.it