PlantNet – l’utile app per riconoscere le piante

PlantNet – l’utile app per riconoscere le piante

25 agosto 2020

A chi non è mai capitato? Si gira per la riserva, la strada forestale conduce attraverso un bosco di abeti rossi, le felci si ergono alte lungo il torrente, i cespugli di mirtilli ricoprono il sottobosco e qua e là occhieggiano fiorellini gialli e bianchi. Per molti le conoscenze di botanica si fermano a questo punto. Ma a volte ci si chiede che pianta sia, quella che incontriamo più e più volte ai bordi del sentiero, o che fiore sia quello che sboccia proprio davanti alla nostra postazione. Ecco un aiuto semplice e pratico per chi si muove nella natura: l’app PlantNet.

Il funzionamento è semplice. Si fotografa la pianta sconosciuta con il cellulare. Uno speciale software di riconoscimento elabora l’immagine e la confronta con le foto già presenti in memoria già scattate da altri utenti. A questo punto l’applicazione propone una piccola selezione di specie vegetali simili, visualizzando in alto quelle più probabili. La determinazione finale è lasciata all’utente. Nonostante la tecnologia, infatti, si dovrebbe essere in grado di ragionare un po’ con il proprio cervello.

Come assistente botanico sul campo, l’app è in grado di riconoscere già circa 4.000 specie di piante. È gratuita e facile da usare. Con pochi clic è possibile vedere ulteriori foto e ottenere maggiori informazioni sulla specie in oggetto.

Consigli per l’utilizzo:

  • i produttori dell’app raccomandano di non fotografare l’intera pianta, ma piuttosto le singole parti (foglie, fiori…) e di fare in modo che questi particolari risaltino il più possibile sullo sfondo;
  • per le specie comuni l’applicazione funziona meglio che per le specie rare, perché il software “impara” attraverso immagini che le vengono inviate.

Conclusione: PlantNet è uno strumento in genere utile per supportare l’utente nella determinazione delle piante.

Sorveglianza della peste suina africana

Sorveglianza della peste suina africana

17 agosto 2020

Con la circolare del 6 agosto 2020 il Servizio veterinario provinciale ha reso noto il Piano di sorveglianza e prevenzione della PSA (peste suina africana) per la Provincia Autonoma di Bolzano.

1. Obbligo di segnalazione di TUTTI i cinghiali rinvenuti morti

Tutti i cinghiali trovati morti, anche quelli coinvolti in un incidente stradale, come prevede il Decreto del Direttore del Servizio veterinario provinciale, vanno segnalati al centralino del comprensorio sanitario di Bolzano dell’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige, telefonando allo 0471 908111, oppure al Servizio di reperibilità forestale, chiamando il numero 366 6643887. Il Servizio di zoosorveglianza dell’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige coordina la registrazione di tutte le segnalazioni in arrivo.

2. Obbligo di informare il veterinario ufficiale su ogni cinghiale abbattuto

Secondo il Decreto del Direttore del Servizio veterinario provinciale, in futuro la riserva deve dare comunicazione al veterinario ufficiale di OGNI cinghiale abbattuto. Il veterinario ufficiale dispone il prelievo dei campioni da sottoporre ai controlli.

Contestualmente vengono eseguite d’ufficio anche le analisi per la verifica della trichinellosi.  La carcassa, come di consueto, deve essere eviscerata e conservata a temperatura di refrigerazione e può essere lavorata solo dopo i risultati delle analisi.

I costi per gli esami di laboratorio sono interamente sostenuti dalla Provincia.

Potete trovare il decreto nella pagina di download dell’ACAA.

Newsletter 17.08.2020

Newsletter del 17 agosto 2020

Sorveglianza della peste suina africana

Con la circolare del 6 agosto 2020 il Servizio veterinario provinciale ha reso noto il Piano di sorveglianza e prevenzione della PSA (peste suina africana) per la Provincia Autonoma di Bolzano … leggi di più

112 Where are you – L’app per l‘emergenza

112 Where are you – L’app per l‘emergenza

13 agosto 2020

Questo potenziale salvavita non dovrebbe mancare su nessuno smartphone. L’app “112 Where Are U”, in casi di emergenza, permette di richiedere un aiuto rapido comunicando ai soccorritori la vostra posizione.

Chiunque può trovarsi in una situazione di emergenza, a casa, durante le attività del tempo libero o in una giornata di caccia. Soprattutto in montagna una caviglia slogata, una caduta o semplicemente la stanchezza possono avere gravi conseguenze. Non è raro che le persone non siano in grado di dare con precisione la propria posizione, e che i servizi di soccorso debbano intraprendere delle ricerche prima di localizzare il ferito sul terreno. È in questi casi che questa app può rivelarsi estremamente utile.

Una volta aperta l’applicazione, si deve premere il simbolo di chiamata d’emergenza. L’app quindi compone automaticamente il Numero di Emergenza Europeo 112 e trasmette la posizione esatta del chiamante tramite la funzione GPS integrata nello smartphone. A questo punto l’utente può scegliere direttamente il servizio che desidera utilizzare: forze dell’ordine, vigili del fuoco o soccorso sanitario. La centrale di emergenza risponde alla chiamata, verifica i dati necessari e poi invia i servizi di emergenza direttamente sul luogo trasmesso.

Oltre alla normale chiamata d’emergenza, in cui si contatta la centrale di emergenza per telefono, c’è anche la possibilità di una chiamata d’emergenza muta, in situazioni pericolose in cui non si può parlare (ad es. violenza domestica o furto con scasso), e una funzione di chat, che consente di contattare la centrale per iscritto e di inoltrare ulteriori informazioni.

L’applicazione è gratuita e può essere scaricata per Android, iOS e Windows.

Finalmente un po’ di chiarezza sul rinnovo del porto d’armi

Finalmente un po’ di chiarezza sul rinnovo del porto d’armi

6 agosto 2020

Nelle scorse settimane v’era molta incertezza sull’iter da seguire per rinnovare il porto d’armi. Il documento originale andava consegnato insieme all’istanza o no? Le stesse Stazioni dei Carabinieri non sempre hanno seguito una procedura omogenea. Quando il Governo ha deciso di prorogare la validità del porto d’armi a causa della crisi da Coronavirus, non era neppure chiaro se ciò avrebbe comportato anche la proroga della tassa di concessione governativa. Ora, grazie anche all’impegno dell’onorevole Albrecht Plangger, sono arrivate risposte concrete a queste due domande.

1. Richiesta di rinnovo del porto d’armi mediante copia del documento originale

Il Ministero dell’Interno ha dichiarato ora ufficialmente che, in caso di rinnovo di un porto d’armi non ancora scaduto, il documento originale può essere conservato fino al rilascio del nuovo porto d’armi. In una circolare è stato esplicitamente confermato che è sufficiente consegnare una copia della licenza di porto d’armi in corso di validità al momento dell’istanza di rinnovo. Una volta rilasciata la nuova licenza, il vecchio documento originale deve essere consegnato contestualmente al ritiro della stessa. Il cacciatore non deve quindi consegnare il documento originale valido prima di ottenerne la sostituzione.
La circolare può essere scaricata in formato PDF da www.poliziadistato.it 

2. La tassa di concessione governativa del porto d’armi scaduto durante lo stato di emergenza da Coronavirus sarà anch’essa prorogata

Nell’ultima newsletter abbiamo sottolineato che il Parlamento, a fronte dell’emergenza da Coronavirus, ha emanato un regolamento speciale sulla proroga del porto d’armi. Questo stabilisce che tutti i porti d’armi in scadenza tra il 31 gennaio 2020 e il 31 luglio 2020 rimangono automaticamente validi per altri 90 giorni, cioè fino al 29 ottobre 2020.

Non era chiaro, tuttavia, se questo comportasse anche il rinvio del pagamento della tassa di concessione governativa. L’onorevole Albrecht Plangger ha ora ottenuto un chiarimento. Il Ministro degli Interni competente, durante le interrogazioni parlamentari, ha chiarito che anche la tassa di concessione governativa sarà prorogata.

Naturalmente, tutti sono liberi di richiedere il rinnovo del porto d’armi anche prima del 29 ottobre 2020.

 

 

14.10.2020 – Attenzione: Aggiornamento validità del porto d’armi, vedi qui.