Look invernale per il nostro scoiattolo

Look invernale per il nostro scoiattolo

24 novembre 2022

Il mantello del nostro scoiattolo autoctono, chiamato anche scoiattolo eurasiatico, oltre al noto colore rosso, può essere anche nero o marrone. Gli scienziati hanno scoperto che la colorazione è legata ai geni, al clima e all’habitat del simpatico roditore. Ad altitudini più elevate e nelle foreste di conifere predominano quelli di colore nero-bruno, mentre nelle foreste più basse, con una maggiore percentuale di alberi decidui, sono più frequenti gli scoiattoli rossi. Il motivo: la pelliccia scura trattiene meglio il calore e offre una migliore mimetizzazione nella foresta di conifere.

Lo scoiattolo in inverno non solo sfoggia una pelliccia più fitta, più scura, e con una maggiore percentuale di grigio, ma presenta anche lunghi ciuffi di peli sulle orecchie, che perderà di nuovo in primavera, quando cambierà il pelo. Anche la coda dello scoiattolo è particolarmente cespugliosa nella stagione fredda e viene usata come una calda coperta i nella quale avvolgersi. L’inverno può arrivare!

Il cacciatore nei social network

Il cacciatore nei social network

17 novembre 2022

Christine Fischer è nata in Svizzera, cacciatrice dal 2008 ed è Vegetariana. Nell’ambito del suo studio con focus sulla gestione venatoria presso l’Università delle risorse naturali e scienze della vita applicate BOKU di Vienna, ha scritto la sua tesi sul tema della caccia nei social network. Lavora come relatrice, autrice di articoli scientifici e come insegnante nella formazione di giovani cacciatori.

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Der Wolf im Visier: Konflikte und Lösungsansätze

Der Wolf im Visier: Konflikte und Lösungsansätze

10. November 2022

Neues Buch über den Wolf im Alpenraum

Wölfe ziehen wieder in vielen Ländern ihre Fährte. Sie sind dabei, den Alpenraum neu zu erobern. In Zeiten des allgemeinen Artenverlustes freuen sich viele Menschen über die Rückkehr des Wolfs, doch zeigte sich rasch: Der Beutegreifer frisst, was für ihn leicht zu erbeuten ist, vor allem Schafe und Ziegen, aber auch Ponys und Kälber werden vom Wolf gerissen. Die betroffenen Tierhalter schlagen Alarm und die unterschiedlichen Einstellungen zum Thema Wolf spaltet die Bevölkerung in Stadt und Land.

Das Interesse für diese Art ist jedenfalls groß. Das Buch „Der Wolf im Visier“ stellt rund 90 Fragen über den richtigen Umgang mit dem Wolf, über Herdenschutz oder Sicherheit und die Möglichkeit einer Koexistenz, auf viele davon gibt es keine einfache Antwort. Zur Beantwortung dieser Fragen wurden Fachleute der Wildbiologie und des Wildtiermanagements aus Italien, Österreich, Deutschland, der Schweiz und Norwegen gebeten. Auch Weidetierhalter, Jäger, Tierärzte und Rechtsexperten kommen zu Wort. Möglichst ohne zu werten werden unterschiedliche Sichtweisen wiedergegeben. Wenn sich am Ende der Lektüre das Bild zum Wolf rundet, dann ist ein Ziel dieses Buches erreicht: ein möglichst umfassendes Bild vom Wolf im Alpenraum und darüber hinaus zu vermitteln.

Autoren: Heinrich Aukenthaler, Luigi Boitani, Alessandro Brugnoli, Armin Deutz, Matthias Gauly, Helmuth Gufler, Klaus Hackländer, Sven Herzog, Leo Hilpold, Alberich Hofer, John D.C. Linnell, Daniel Mettler, Christine Miller, Markus Moling, Roland Norer, Walter Obwexer, Franco Perco, Hans-Dieter Pfannenstiel, Ulrike Pröbstl-Haider, Friedrich Reimoser, Wolfgang Schröder, Aldin Selimovic, Anton Staudacher, Benedikt Terzer, Ettore Zanon und Marcel Züger.

 

Der Wolf im Visier: Konflikte und Lösungsansätze
354 Seiten – 25 €
ISBN 978-88-6839-569-8

Der Wolf im Visier: Konflikte und Lösungsansätze

Der Wolf im Visier: Konflikte und Lösungsansätze

 

Wölfe ziehen wieder in vielen Ländern ihre Fährte. Sie sind dabei, den Alpenraum neu zu erobern. In Zeiten des allgemeinen Artenverlustes freuen sich viele Menschen über die Rückkehr des Wolfs, doch zeigte sich rasch: Der Beutegreifer frisst, was für ihn leicht zu erbeuten ist, vor allem Schafe und Ziegen, aber auch Ponys und Kälber werden vom Wolf gerissen. Die betroffenen Tierhalter schlagen Alarm und die unterschiedlichen Einstellungen zum Thema Wolf spaltet die Bevölkerung in Stadt und Land.

Das Interesse für diese Art ist jedenfalls groß. Das Buch „Der Wolf im Visier“ stellt rund 90 Fragen über den richtigen Umgang mit dem Wolf, über Herdenschutz oder Sicherheit und die Möglichkeit einer Koexistenz, auf viele davon gibt es keine einfache Antwort. Zur Beantwortung dieser Fragen wurden Fachleute der Wildbiologie und des Wildtiermanagements aus Italien, Österreich, Deutschland, der Schweiz und Norwegen gebeten. Auch Weidetierhalter, Jäger, Tierärzte und Rechtsexperten kommen zu Wort. Möglichst ohne zu werten werden unterschiedliche Sichtweisen wiedergegeben. Wenn sich am Ende der Lektüre das Bild zum Wolf rundet, dann ist ein Ziel dieses Buches erreicht: ein möglichst umfassendes Bild vom Wolf im Alpenraum und darüber hinaus zu vermitteln.

Autoren: Heinrich Aukenthaler, Luigi Boitani, Alessandro Brugnoli, Armin Deutz, Matthias Gauly, Helmuth Gufler, Klaus Hackländer, Sven Herzog, Leo Hilpold, Alberich Hofer, John D.C. Linnell, Daniel Mettler, Christine Miller, Markus Moling, Roland Norer, Walter Obwexer, Franco Perco, Hans-Dieter Pfannenstiel, Ulrike Pröbstl-Haider, Friedrich Reimoser, Wolfgang Schröder, Aldin Selimovic, Anton Staudacher, Benedikt Terzer, Ettore Zanon und Marcel Züger.

 

Der Wolf im Visier: Konflikte und Lösungsansätze
354 Seiten – 25 € 
ISBN 978-88-6839-569-8

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Sant’Uberto

Sant’Uberto

3 novembre 2022

Tutti conoscono la storia dell’apparizione del crocifisso in mezzo al palco di un cervo. L’origine di questa leggenda affonda le sue radici nel lontano Oriente. Si dice che un re indiano abbia avuto questa visione e successivamente si sia convertito alla religione cristiana. Più tardi, la leggenda fu riferita a Sant’Eustachio, che morì martire nel 118. Oggi, l’apparizione è associata a Sant’Uberto, un nobile che, dopo la morte di sua moglie, divenne eremita e successivamente vescovo. In ogni caso, è venerato come il santo patrono dei cacciatori fin dal Medioevo. Viene celebrato il 3 novembre. I cacciatori cristiani considerano la leggenda del cervo come un invito alla moderazione e a cacciare in modo etico.

Sant’Uberto non è solo considerato come il patrono dell’arte venatoria, ma da alcuni anche come il primo oppositore della caccia, perché, secondo la leggenda, rinunciò a cacciare dopo aver avuto la visione del cervo con la croce. È anche considerato il patrono dei cani, dei tiratori, dei pellicciai, dei macellai, dei metallurgici, degli armaioli, degli ottici e dei matematici.

Il sale, il pane e l’acqua benedetti durante le messe di Sant’Uberto intorno alla giornata del 3 novembre si dice che proteggano le persone dai morsi dei cani, e i cani stessi dalla rabbia.

  Foto: Josef Binder, „Die Bekehrung des heiligen Eustachius“, Österreichische Galerie Belvedere