Scadenza del porto d’armi: buone notizie

Scadenza del porto d’armi: buone notizie!

27 aprile 2020

Sospensione termini amministrativi e proroga autorizzazioni di p.s. al 29 ottobre – approvata la legge di conversione del decreto Cura Italia

 

L’emergenza COVID ha condizionato e continuerà a condizionare per mesi l’operatività degli uffici pubblici. L’attività amministrativa viene posta in “coma vigile”, rallentandone l’azione e posticipando tutte le procedure non urgenti, così da consentire la collocazione in lavoro agile dei dipendenti e/o la loro destinazione ad altre attività contingenti. Lo strumento è quello della sospensione di (praticamente) tutti i termini dei procedimenti amministrativi e contestuale proroga di validità delle autorizzazioni, concessioni e titoli in scadenza.

Abbiamo già commentato l’art. 103 del decreto legge “Cura Italia”, che aveva sospeso tutti i procedimenti amministrativi di rilascio porti d’arma fino al 15 aprile (sospensione poi portata al 15 maggio per mano dell’art. 37 del decreto legge 23 c.d. “Liquidità”) e prorogato tutti i termini di validità delle autorizzazioni di polizia al 15 giugno.

Quest’ultima data viene ora estesa in maniera importante dalla legge di conversione approvata in via definitiva dal Parlamento. L’art. 103 comma 2 prevede infatti che tutte le concessioni ed autorizzazioni in scadenza tra il 31 gennaio ed il 31 luglio conservano la loro validità per i novanta giorni successivi alla dichiarazione di cessazione dello stato di emergenza (ad oggi fissato al 31 luglio).

Si consente così alle Amministrazioni di disporre un rallentamento dell’attività e si evita ai privati di doversi sottoporre a ulteriori trafile burocratiche.

Quindi chi avesse porto d’arma in scadenza tra il 31.01 e il 31.07 dovrà preoccuparsi di rinnovarlo solo entro il 29.10 a (si auspica) emergenza passata.

Rimane da chiarire se sia necessario o meno pagare la tassa di concessione relativamente al porto d’armi scaduto (con il rischio di doverla ripagare in sede di rinnovo). Per questo e per altri quesiti aperti è atteso un chiarimento da parte del Ministero dell’Interno.

Newsletter 24.04.2020

Newsletter del 24 aprile 2020

Inizio dell’anno venatorio 2020

Innumerevoli volte, negli ultimi giorni, ci viene posta la domanda su quando potrà effettivamente iniziare la prossima stagione venatoria. Molti cacciatori hanno espresso la loro perplessità e temono che quest’anno non sarà assolutamente possibile andare a caccia. Queste paure sono del tutto infondate: anche quest’anno …    leggi di più

Scadenza del porto d’armi

Nella nostra ultima newsletter abbiamo riferito che il Governo centrale ha preso un primo provvedimento per estendere la validità del porto d’armi. Questa misura era assolutamente necessaria, poiché attualmente è quasi impossibile ottenere appuntamenti medici per l’istanza di rinnovo della licenza. Si prevede che il Governo adotterà presto una nuova misura per estendere ulteriormente la validità del porto d’armi.

Di seguito ricordiamo quanto finora previsto dal Governo, con la prima proroga:
tutte le licenze di porto d’arma con scadenza tra il 31 gennaio 2020 e il 15 aprile 2020 restano valide automaticamente fino al 15 giugno 2020.

La decisione sulla proroga della validità per le licenze con scadenza successiva al 15 aprile 2020 è ancora in fase di definizione. Non appena ci saranno novità al riguardo, sarà nostra premura comunicarvelo immediatamente.

Il nibbio reale e altre rarità

Nel fondovalle di Vipiteno abbiamo ospiti rari: una coppia di nibbi reali si è stabilita nella zona e, secondo gli osservatori, mostra chiari comportamenti di accoppiamento. Dopo il caso di Dobbiaco, due anni fa, questa sarebbe la seconda riproduzione  …   leggi di più

Social Media

Di grande attualità il tema dei “social media” che giocano un ruolo sempre più importante anche per la caccia. L’Associazione Cacciatori Alto Adige ha instaurato uno scambio attivo con la svizzera Christine Fischer, blogger ed esperta di gestione della fauna selvatica, che ha sviluppato una guida per i cacciatori su come divulgare contenuti venatori attraverso i social network. I punti più importanti sono riassunti sul nostro sito qui.

Nessuna restrizione al commercio, detenzione e al consumo di carne di fauna selvatica a causa della pandemia Covid-19

Gli scienziati ipotizzano che il coronavirus che attualmente tiene tutto il mondo sulle spine, abbia avuto origine dai mercati cinesi di fauna selvatica. Si dice che il pericoloso virus sia passato all’uomo attraverso il consumo di pipistrelli.

A livello europeo, il primo tentativo strumentalizzare politicamente l’emergenza Covid-19 risale a qualche giorno fa. Il gruppo della Sinistra Unitaria Europea ha sottoposto al voto del Parlamento europeo un emendamento che mirava a limitare severamente il commercio, la detenzione e il consumo di animali selvatici nell’UE. L’obiettivo dell’emendamento era quello di ridurre il rischio di future epidemie causate da virus zoonotici, secondo i promotori.

La proposta è stata ritenuta del tutto inappropriata dal Parlamento: un simile divieto di commercio e di consumo di animali selvatici, compresa la nostra selvaggina cacciabile e il pesce, avrebbe infatti potuto avere conseguenze di vasta portata per la caccia, la pesca e la conservazione della natura in Europa e nel mondo. Il 16 aprile scorso la maggioranza dei deputati ha votato contro l’emendamento: 186 deputati si sono espressi a favore, 53 si sono astenuti e la grande maggioranza – con 449 no – ha respinto l’emendamento.

La FACE, Federazione europea delle associazioni per la caccia e la conservazione, ha sottolineato in una lettera rivolta a tutti gli eurodeputati che, per quanto riguarda il commercio di animali selvatici, in Europa esistono già regole severe nel campo della salute degli animali, della sicurezza alimentare e della salute pubblica. Il commercio di animali selvatici è ben regolamentato nell’Ue. Esiste anche un piano d’azione contro il commercio illegale di animali e piante selvatiche.

Anche l’Università di Oxford ha preso posizione. A suo parere, i divieti generalizzati “non sono fattibili, perché non tengono conto della complessità del commercio internazione di fauna e di carne selvatica “. L’ex direttore del “Centre for Wildlife Management” dell’Università di Pretoria, in Sudafrica, trova parole ancora più chiare. Il panorama internazionale dei diritti degli animali non distingue tra il commercio legale di prodotti faunistici da un lato e il bracconaggio o il commercio illegale e incontrollato di carne di animali selvatici dall’altro. Va chiarito che le pericolose malattie zoonotiche non sono trasmesse dalle specie di selvaggina cacciabili, ma da primati, roditori e pipistrelli detenuti e scambiati illegalmente, ribadiscono gli scienziati dell’Università di Pretoria.

Il nibbio reale e altre rarità

Il nibbio reale e altre rarità

23 aprile 2020

Nel fondovalle di Vipiteno abbiamo ospiti rari: una coppia di nibbi reali si è stabilita nella zona e, secondo gli osservatori, mostra chiari comportamenti di accoppiamento. Dopo il caso di Dobbiaco, due anni fa, questa sarebbe la seconda riproduzione del nibbio reale accertata in Alto Adige. Sempre nei pressi di Vipiteno, nel giro di pochi giorni, si sono verificati altri emozionanti avvistamenti: una lince è stata osservata diverse volte.

Anche nelle regioni più a sud gli animali selvatici sembrano aver perso la loro timidezza. Un video documenta alcuni cinghiali che camminano in pieno giorno in un vigneto vicino ad Arco, sul Lago di Garda. Un altro mostra tre giovani cervi che passeggiano per le strade di una piccola località piemontese e non si lasciano spaventare nemmeno da un passante gesticolante.

In tutto il pianeta, il mondo animale, in assenza dell’uomo, si appropria incuriosito delle strade e degli spazi attualmente deserti!

Inizio dell’anno venatorio 2020

Inizio dell’anno venatorio 2020

23 aprile 2020

Innumerevoli volte, negli ultimi giorni, ci viene posta la domanda su quando potrà effettivamente iniziare la prossima stagione venatoria. Molti cacciatori hanno espresso la loro perplessità e temono che quest’anno non sarà assolutamente possibile andare a caccia. Queste paure sono del tutto infondate: anche quest’anno potremo dedicarci alla nostra passione, nonostante l’attuale difficile situazione. E questo non solo perché in Alto Adige l’emergenza epidemiologica sta lentamente, ma indubbiamente rientrando, ma anche perché, senza il prelievo di cervi e caprioli i danni all’agricoltura sarebbero ingenti. Questo è anche il motivo per cui il Ministero dell’Agricoltura tedesco ha dichiarato la caccia d’importanza per l’intero sistema, anche in tempi di Covid-19.

Da parte nostra, tutti i preparativi per l’inizio della stagione venatoria sono stati completati nei tempi previsti. I piani di abbattimento per cervi e caprioli sono stati concordati tramite videoconferenze e presso le riserve sono già disponibili i permessi venatori personalizzati. L’unica cosa che ancora non conosciamo è la data esatta dell’inizio della stagione di caccia. Tra pochi giorni il Primo Ministro firmerà un nuovo decreto e darà presumibilmente alle regioni un margine di manovra, tenendo conto dei rispettivi sviluppi epidemiologici. Il Governatore provinciale emetterà quindi un regolamento specifico per l’Alto Adige, con un proprio decreto.

Auswirkungen des Coronavirus auf die Tierwelt

Auswirkungen des Coronavirus auf die Tierwelt

14. April 2020

Klaus Hackländer, Wildtierbiologe und Universitätsprofessor an der BOKU in Wien, spricht in einem Interview über mögliche Auswirkungen des Coronavirus auf die Wildtiere. Ihm Zufolge ist es vor allem die Abwesenheit des Menschen in Städten und auch in ländlichen Gebieten, die Raum schafft für so manches Wildtier.

Wildtiere erobern die Städte

Weniger Verkehr, weniger Lärm, weniger Störung durch Menschen und Hunde. Manche Arten passen ihr Verhalten schnell an die neuen Umstände an und erobern sich den „neu gewonnenen“ Raum. Ein Fuchs könne in diesen Tagen relativ gefahrlos den Wiener Gürtel überqueren, so der Professor. Neben einer neu gewonnen Bewegungsfreiheit könnten vor allem Singvögel von der Situation profitieren. Forscher erwarten, dass Vögel derzeit weniger und leiser singen, da sie nicht mehr gegen die sonst übliche Geräuschkulisse ansingen müssen. Es bleibt mehr Zeit für die Nahrungssuche und die Brutpflege. Im Wiener Projekt „silent cities“ soll diese Vermutung untersucht werden.

In Zeiten der Ausgangsbeschränkungen sind das Stresslevel von Stadtwildtieren. Das führt zu einem besseren Immunsystem, höheren Überlebenschancen und womöglich einer stärkeren Fortpflanzung, so Hackländer. Wildtierdichten in den Städten könnten dieses Jahr höher ausfallen, während durch das erhöhte Besucheraufkommen am Stadtrand das Gegenteil erwartet wird. Dieses Phänomen sei jedoch lediglich eine Momentaufnahme und würde nach der Aufhebung der Ausgangsbeschränkungen wohl schnell wieder verflogen sein, erklärt der Professor.

Zerstörung von Lebensraum fördert Übertragung von Krankheiten

Abschließend gibt der Leiter des Departments für Biodiversitätsforschung zu bedenken, dass Mensch und Tier von der Intaktheit der weltweiten Ökosysteme abhängig sind. Die Zerstörung von Lebensräumen und das enorme Bevölkerungswachstum, wie beispielsweise in Südostasien der Fall, bieten zunehmend Kontaktstellen zwischen Wildtier und Mensch.

Der enorme Proteinbedarf der Menschen will gedeckt sein. In Asien ergibt sich dabei das Problem, dass aufgrund fehlender Kühlungsmöglichkeiten auf den Märkten Tiere aller Art lebend angeboten werden. Das macht es Krankheitserregern leichter, auf den Menschen überzuspringen. Solange solche Märkte und das negative Verhältnis zu den Wildtieren erhalten bleiben, wird es auch weiterhin zur Übertragung von Krankheiten kommen, schließt Hackländer das Interview.

Das vollständige Interview können Sie hier nachlesen.