Nuovo riferimento per la caccia nell’Ufficio Caccia e pesca

Nuovo riferimento per la caccia nell’Ufficio Caccia e pesca

29 luglio 2022

A partire dal 1° agosto, Andreas Agreiter dell’Ufficio Caccia e pesca si trasferisce all’Azienda forestale dell’Agenzia Demanio provinciale. Gli succederà Dominik Trenkwalder. L’esperto, originario di Mareta, è ecologista, forestale e agente venatorio. Dopo il conseguimento del diploma presso l’Istituto Tecnico Agrario di Ora, ha studiato tecnologia ambientale al Management Center Innsbruck. Si è poi dedicato allo studio della biologia, dell’ecologia e della biodiversità presso l’Università di Innsbruck, incentrandosi sui temi della biologia della fauna selvatica. Parallelamente, ha seguito i corsi di formazione per guardie forestali e ha superato l’esame per diventare agente venatorio professionista.

Dal 2018 lavora come guardia forestale in Val Sarentino e dal 1° luglio collabora con l’Ufficio Caccia e pesca. Dominik Trenkwalder assumerà anche la presidenza della Commissione per l’esame venatorio e dell’Osservatorio faunistico.

Peste Suina Africana (PSA): Un’emergenza che si può prevenire

Peste Suina Africana (PSA): Un’emergenza che si può prevenire

29 luglio 2022

  • La Peste Suina Africana è un’infezione virale che colpisce solo i suini domestici e i cinghiali.
  • Non si trasmette agli esseri umani.
  • La PSA è altamente infettiva e per lo più mortale per gli animali colpiti.
  • È una minaccia per il comparto suinicolo e può causare ingenti danni economici.
  • Non esistono né un vaccino né una cura.

 

Modalità di trasmissione:

  • contatto diretto fra suini o cinghiali infetti
  • ingestione di alimenti contaminati (p.es. scarti di cucina, rifiuti, alimenti provenienti da territori infetti)
  • contatto con abbigliamento o abiti da lavoro contaminati
  • contatto con attrezzature contaminate (p.es. macchine agricole, attrezzi da lavoro)

 

Durante la caccia:

  • non portare con sé trofei o carni provenienti da zone infette
  • durante la caccia non abbandonare alimenti o rifiuti
  • dopo aver cacciato evitare i contatti con i suini domestici (almeno per 48 ore)
  • dopo la caccia cambiare i vestiti e le scarpe
  • disinfettare le attrezzature e i veicoli
  • prestare attenzione durante il trasporto delle carcasse, degli organi e alla perdita dei loro fluidi

 

Se rinvenite una carcassa di cinghiale, contattate immediatamente il Servizio veterinario dell’Azienda Sanitaria direttamente o tramite il centralino del comprensorio sanitario di Bolzano dell’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige (0471 908 111) oppure chiamate il Servizio provinciale di reperibilità forestale (366 6643887).

Il caldo mette in difficoltà il camoscio

Il caldo mette in difficoltà il camoscio

21 luglio 2022

Studi condotti in Svizzera e in Italia hanno dimostrato che il peso medio dei camosci è in diminuzione a causa dei cambiamenti climatici. Le basi per questo sviluppo negativo sono gettate già nell’età infantile dell’ungulato. Quando fa caldo, le camozze conduttrici passano meno tempo al pascolo e più tempo a riposare all’ombra. Questo riduce la loro produzione di latte e i capretti crescono di meno. Non potendo compensare questa carenza, i camosci pesano meno anche dopo, sia da giovani che da adulti.
Anche a Salisburgo, in Stiria e in Carinzia sono stati esaminati gli abbattimenti effettuati negli anni dal 1993 al 2019 ed è stata riscontrata una chiara tendenza negativa del peso. Durante questo periodo, il peso delle femmine yearling è sceso da una media di 14,7 a 13,9 kg, mentre quello dei maschi yearling è passato da 15,0 a 14,5 kg.

Il bosco protegge dal calore

Proprio come noi umani, anche gli animali beneficiano del fresco dei boschi. Le diverse aree di studio esaminate in Austria hanno dimostrato che la perdita di peso descritta è molto più contenuta nelle zone montane con un’alta percentuale di foreste.

L’intero studio può essere consultato online:  https://doi.org/10.1111/gcb.15711

#SignForHunting – Sostieni le richieste dei cacciatori in Europa!

#SignForHunting
Sostieni le richieste dei cacciatori in Europa!

29 luglio 2022

Il futuro della caccia in Europa è a rischio! La caccia e la conservazione di uccelli e piccola selvaggina, il ripristino degli habitat, la gestione dei grandi carnivori, la cultura della caccia in Europa, la nostra motivazione a preservare l’ambiente, tutto quello che la caccia rappresenta in Europa è a rischio per colpa di alcune miopi politiche europee che vanno nella direzione sbagliata.

La federazione europea delle associazioni per la caccia e la conservazione (FACE) promuove una raccolta di firme a tutela della caccia in Europa: https://signforhunting.com/it/

Insieme per proteggere i grandi rapaci

Insieme per proteggere i grandi rapaci

7 luglio 2022

Le Alpi sono l’habitat di molte specie animali e vegetali particolarmente sensibili. Tra questi vanno annoverati soprattutto la regina dei nostri cieli, l’aquila reale, ma anche il gipeto, il grifone e il più recente l’avvoltoio monaco.
Il 2 e 3 luglio, i rappresentanti del Parco Nazionale degli Alti Tauri, dell’Associazione Cacciatori del Tirolo e dell’Associazione Cacciatori Alto Adige si sono incontrati a St. Jakob in Deferregen, nel Tirolo Orientale, per elaborare una strategia comune volta a tutelare questi grandi rapaci.
È previsto un monitoraggio interregionale dei rapaci autoctoni in collaborazione con le aree protette locali, nonché misure per prevenire l’ingresso di residui contenenti piombo nella catena alimentare dei rapaci e la promozione di munizioni ecologicamente compatibili nella caccia.
Anton Larcher, il presidente dell’Associazione tirolese, ha dichiarato: “La caccia viene praticata nel rispetto degli obiettivi di sostenibilità, protezione delle specie e riduzione delle emissioni nell’ambiente. La comunità venatoria sta facendo la sua parte per impedire l’ingresso di residui ecologicamente incompatibili nella catena alimentare dei rapaci”.
Günther Rabensteiner, il Presidente dell’Associazione Cacciatori Alto Adige (ACAA) ha aggiunto: “I nostri cacciatori e guardiacaccia possono dare un importante contributo al monitoraggio delle popolazioni, anche in collaborazione con le aree protette del Tirolo e dell’Alto Adige.”
L’Associazione Cacciatori del Tirolo e l’Associazione Cacciatori Alto Adige rappresentano insieme 21.000 cacciatori delle zone nord, est e sud del Tirolo dell’arco alpino.

Da sinistra: Il presidente dell’Associazione tirolese Anton Larcher, il direttore del Parco Nazionale degli Alti Tauri Hermann Stotter e il presidente ACAA Alto Adige Günther Rabensteiner.

Ciclo di conferenze: Come praticare la caccia al cervo?

Ciclo di conferenze: Come praticare la caccia al cervo?

29 giugno 2022

Ieri sera, nella Casa Civica di Termeno, ha avuto luogo l’ultima conferenza del ciclo “Come praticare la caccia al cervo”. Il biologo della fauna selvatica Hubert Schatz ha illustrato i fondamenti per una corretta ed efficace strategia di caccia. Tutte le serate proposte nei comuni altoatesini sono state accolte con entusiasmo e grande partecipazione da parte dei nostri soci. Il tema della caccia al cervo è uno degli argomenti più sfidanti per le nostre riserve e per i nostri cacciatori, motivo per il quale, all’interno della nostra comunità venatoria, si rendono ancora più necessarie massima collaborazione e coesione.

Tutte le serate proposte nei comuni altoatesini sono state accolte con entusiasmo e grande partecipazione da parte dei nostri soci.