DEONTOLOGIA DELLA CACCIA – Riflessioni etiche sul rapporto con la fauna selvatica

DEONTOLOGIA DELLA CACCIA – Riflessioni etiche sul rapporto con la fauna selvatica

10 settembre 2026

Fresco di stampa, il libro sull’etica venatoria di Markus Moling “DEONTOLOGIA DELLA CACCIA – Riflessioni etiche sul rapporto con la fauna selvatica”, edito da Athesia, è finalmente disponibile anche in lingua italiana. Il libro verrà presentato ufficialmente mercoledì 16 settembre presso lo Studio Teologico Accademico (STA) di Bressanone.

Data: Mercoledì 16 settembre
Orario di inizio: ore 18:30
Luogo: Studio Teologico Accademico (STA) di Bressanone

La caccia è in continua evoluzione e oggi affronta nuove sfide legate al cambiamento dei valori, alla crisi ambientale e alla percezione della natura. Spesso criticata, è invece considerata dai cacciatori un’attività di gestione e tutela della fauna che va ben oltre il semplice prelievo venatorio. Con il suo libro, Markus Moling – Professore di Filosofia allo Studio Teologico Accademico (STA) di Bressanone e direttore dell’Istituto De Pace Fidei – vuole stimolare una riflessione etica e promuovere un dialogo costruttivo tra il mondo venatorio e la società civile per una caccia sempre più sostenibile.
L’evento si terrà sotto forma di tavola rotonda aperta al dialogo e al dibattito. Al termine seguirà un rinfresco all’aperto con l’accompagnamento musicale dei cacciatori di Lana. L’evento è promosso dalla Fondazione UNA in collaborazione con l’Associazione Cacciatori Alto Adige, l’Associazione Cacciatori Trentini – APS e RI.V.A. (Rinascita Venatoria e Ambientale).

 

La sicurezza dei nostri cani da caccia: addestramento anti-boccone avvelenato

La sicurezza dei nostri cani da caccia: addestramento anti-boccone avvelenato

10 settembre 2026

Dopo una sola lezione insieme agli addestratori cinofili Gaby Messner (1ª da sinistra) e Christian Romen (3ª da destra) e due settimane di intenso allenamento, tutte le coppie cane-conduttore partecipanti sono riuscite a completare con successo il percorso d’esame e a ricevere il diploma finale.

In Alto Adige, ogni anno vengono portati dal veterinario in media circa 35 cani e altri animali domestici per sospetto avvelenamento. In 20 casi viene effettivamente accertata la presenza di una sostanza tossica. I bocconi avvelenati rappresentano un serio pericolo soprattutto per i cani da caccia. Per questo motivo, la scorsa estate l’Associazione conduttori cani da traccia e da lavoro, l’Associazione Cacciatori Alto Adige e la scuola cinofila Assistance Dog hanno organizzato insieme ad Appiano due corsi di addestramento anti-boccone avvelenato. Complessivamente hanno partecipato 17 conduttrici e conduttori con i loro cani.

Vietato mangiare

“Nell’addestramento anti-boccone avvelenato il cane impara a non raccogliere autonomamente cibo o altre sostanze commestibili. Naturalmente ci si esercita utilizzando bocconi innocui, inizialmente in un ambiente controllato, premiando il cane quando ignora ciò che trova oppure ne segnala la presenza”, spiega l’addestratore Christian Romen della scuola cinofila Assistance Dog. Successivamente gli esercizi diventano gradualmente più difficili e vengono trasferiti in situazioni all’aperto. È importante che il cane non impari a interrompere il comportamento in seguito a un comando come «No» o «Lascia», affinché rinunci a raccogliere ciò che trova anche quando il conduttore non si trova nelle vicinanze.

Il rischio di avvelenamento non è legato soltanto ai bocconi avvelenati e al veleno per topi che si possono incontrare nella riserva o durante un’escursione, ma è presente anche tra le mura domestiche. Per scoprire cos’altro è assolutamente da evitare per i nostri amici a quattro zampe e come comportarsi in caso di emergenza, non perdetevi il prossimo numero del nostro Giornale del cacciatore.

15 nuovi guardacaccia per le riserve dell’Alto Adige

15 nuovi guardacaccia per le riserve dell’Alto Adige

4 settembre 2026

Il 3 settembre 15 neo-guardacaccia hanno concluso con successo il loro percorso formativo e, in occasione della cerimonia ufficiale, hanno ricevuto i rispettivi diplomi. Negli ultimi sei mesi i partecipanti hanno seguito un ricco programma di studio: oltre alle nozioni teoriche di ecologia, biologia della fauna selvatica, pedagogia forestale e legislazione, l’attività si è svolta in gran parte sul campo. Attraverso numerose escursioni ed esercitazioni pratiche sul territorio, i neo-diplomati hanno acquisito le competenze necessarie per intraprendere fin da subito e con la massima preparazione il servizio come guardacaccia di ruolo.

L’Associazione Cacciatori Alto Adige si congratula vivamente con i diplomati per il traguardo raggiunto e augura loro un sincero Weidmannsheil per la nuova attività.

 

Foto: Franziska Raffl Steiner

WILD-RAGÙ – Ricette per una caccia al passo coi tempi

WILD-RAGÙ – Ricette per una caccia al passo coi tempi

3 settembre 2026

Orsi e lupi sono tornati a far parte delle Alpi. Il loro ritorno rappresenta una sfida per chi vive, lavora e frequenta la montagna. Come si gestiscono popolazioni in espansione? Quali strumenti funzionano davvero? E quale ruolo hanno la politica, la scienza e soprattutto la comunicazione?

Episodio 9

Il ritorno dell’orso e del lupo in Trentino Alto Adige

Anita Rossi ne parla con Alessandro Brugnoli, tra i maggiori esperti italiani nella gestione dei grandi carnivori alpini, che racconta l’esperienza del Trentino tra monitoraggio, prevenzione dei conflitti e decisioni spesso controverse. Nel secondo incontro, il senatore Luigi Spagnolli riflette sulle sfide che il ritorno di orso e lupo pone all’Alto Adige e sulle possibili prospettive di convivenza anche dal punto di vista giuridico-politico.

 

Potete trovare tutte le puntate sulla nostra pagina podcast.
Buon ascolto!

Un ringraziamento a Swarovski Optik per il supporto.

Salvataggio dei caprioletti 2026: oltre 1.000 volontari in azione e 2.634 piccoli salvati dalle falciatrici

Salvataggio dei caprioletti 2026

Oltre 1.000 volontari in azione e 2.634 piccoli salvati dalle falciatrici

11 agosto 2026

I piccoli di capriolo vengono trasportati in apposite cassette e messi temporaneamente al sicuro prima dell’arrivo delle falciatrici. La riserva di caccia di Avelengo è una delle 113 riserve altoatesine impegnate nelle operazioni di salvataggio dei caprioletti.

Foto: Franziska Raffl-Steiner, Associazione Cacciatori Alto Adige.

Come ogni anno, anche nel 2026, grazie all’impegno di oltre mille volontari tra cacciatori, agricoltori, guardiacaccia e altri collaboratori, sono stati salvati 2.634 piccoli di capriolo dalle falciatrici meccaniche impiegate nella fienagione. Con circa 15.000 ore di volontariato, di cui 9.000 dedicate alle operazioni con i droni, e l’impiego di circa 80 droni dotati di termocamere, è stato possibile evitare la morte o il grave ferimento di migliaia di giovani animali selvatici.

All’inizio dell’estate, molte femmine di capriolo, ma anche le lepri, mettono al mondo i loro piccoli e li nascondono tra l’erba alta mentre si allontanano temporaneamente in cerca di cibo. I cuccioli rimangono immobili di fronte ai pericoli, una strategia efficace contro volpi, lupi e altri predatori naturali, ma estremamente rischiosa con l’arrivo delle falciatrici, che possono provocare ferite gravissime o la morte degli animali.

Per prevenire questi incidenti, anche nel 2026 1.073 volontari sono scesi in campo nelle prime ore del mattino, dedicando complessivamente 15.000 ore di lavoro volontario alla protezione della giovane fauna selvatica. Grazie a questo straordinario impegno sono stati salvati 2.634 caprioletti, un risultato superiore a quello dello scorso anno.

Subito dopo il termine dello sfalcio, i caprioletti vengono nuovamente liberati nel loro ambiente naturale. 

Foto: Franziska Raffl-Steiner, Associazione Cacciatori Alto Adige.

Per il salvataggio vengono impiegati diversi metodi: dall’uso di dissuasori di vario tipo all’impiego sempre più diffuso di droni dotati di termocamere. Oggi 110 delle 113 riserve di caccia dell’Alto Adige utilizzano questa tecnologia, che ha migliorato in modo significativo l’efficacia delle operazioni di ricerca. Complessivamente sono in servizio sul territorio circa 80 droni, che all’alba sorvolano i prati poco prima dell’inizio dello sfalcio. Quando viene individuato un piccolo, questo viene temporaneamente sistemato in una cesta ventilata e riportato in libertà subito dopo il termine delle operazioni, quando la madre può tornare a riprenderlo.

Dove non è possibile utilizzare i droni, i volontari perlustrano i prati a piedi prima del passaggio delle macchine agricole, un metodo più lento e impegnativo che richiede un numero elevato di persone. I droni rappresentano invece una soluzione molto più rapida ed efficace, ma il loro costo rimane elevato. Per questo motivo le diverse riserve di caccia collaborano tra loro, condividendo l’attrezzatura quando necessario.

Dal 2025 la Fondazione Cassa di Risparmio dell’Alto Adige sostiene economicamente l’acquisto dei droni. Finora ha già contribuito all’acquisto della strumentazione in 44 riserve di caccia, favorendo una diffusione sempre più capillare di questa tecnologia sul territorio provinciale.

Per rafforzare anche sul piano ideale l’impegno dei numerosi volontari, nel 2025, sotto il patrocinio della Provincia autonoma di Bolzano, è stata istituita la Rete per il salvataggio dei caprioletti – insieme contro la morte da sfalcio, che riunisce 15 soggetti provenienti dai settori dell’agricoltura, della caccia, della tutela della natura e della protezione degli animali. La stretta collaborazione tra il mondo venatorio, quello agricolo, le associazioni ambientaliste e animaliste e la Provincia rappresenta un importante esempio di cooperazione a favore del benessere animale e della biodiversità.

Il rettore della riserva di Avelengo, Armin Unterhauser, insieme alla pilota di droni Nadja Plank.

Foto: Franziska Raffl-Steiner, Associazione Cacciatori Alto Adige.

I risultati della stagione di salvataggio 2026

  • 1.073 volontari impegnati
  • 113 riserve di caccia partecipanti
  • 15.000 ore di volontariato (di cui 9.000 con i droni)
  • 2.634 caprioletti salvati
  • 322 caprioletti investiti dalle falciatrici e segnalati

Wild & Cool

Wild & Cool 

23 luglio 2026

Foto: Christanell Lukas

Quando le temperature salgono, anche per gli animali selvatici la situazione diventa difficile. Che si tratti di sudare, ansimare, rotolarsi nel fango o dissipare il calore attraverso le orecchie, la natura offre una vasta gamma di strategie per rinfrescarsi. Ciononostante, il caldo estremo rappresenta una fonte di stress per molti animali selvatici.

Per questo è importante mantenere le distanze, garantire loro tranquillità e proteggere i loro habitat.

Maggiori informazioni al riguardo nel nostro ultimo numero del Giornale del cacciatore.