Salvataggio dei caprioletti 2026
Oltre 1.000 volontari in azione e 2.634 piccoli salvati dalle falciatrici
11 agosto 2026
I piccoli di capriolo vengono trasportati in apposite cassette e messi temporaneamente al sicuro prima dell’arrivo delle falciatrici. La riserva di caccia di Avelengo è una delle 113 riserve altoatesine impegnate nelle operazioni di salvataggio dei caprioletti.
Foto: Franziska Raffl-Steiner, Associazione Cacciatori Alto Adige.
Come ogni anno, anche nel 2026, grazie all’impegno di oltre mille volontari tra cacciatori, agricoltori, guardiacaccia e altri collaboratori, sono stati salvati 2.634 piccoli di capriolo dalle falciatrici meccaniche impiegate nella fienagione. Con circa 15.000 ore di volontariato, di cui 9.000 dedicate alle operazioni con i droni, e l’impiego di circa 80 droni dotati di termocamere, è stato possibile evitare la morte o il grave ferimento di migliaia di giovani animali selvatici.
All’inizio dell’estate, molte femmine di capriolo, ma anche le lepri, mettono al mondo i loro piccoli e li nascondono tra l’erba alta mentre si allontanano temporaneamente in cerca di cibo. I cuccioli rimangono immobili di fronte ai pericoli, una strategia efficace contro volpi, lupi e altri predatori naturali, ma estremamente rischiosa con l’arrivo delle falciatrici, che possono provocare ferite gravissime o la morte degli animali.
Per prevenire questi incidenti, anche nel 2026 1.073 volontari sono scesi in campo nelle prime ore del mattino, dedicando complessivamente 15.000 ore di lavoro volontario alla protezione della giovane fauna selvatica. Grazie a questo straordinario impegno sono stati salvati 2.634 caprioletti, un risultato superiore a quello dello scorso anno.
Subito dopo il termine dello sfalcio, i caprioletti vengono nuovamente liberati nel loro ambiente naturale.
Foto: Franziska Raffl-Steiner, Associazione Cacciatori Alto Adige.
Per il salvataggio vengono impiegati diversi metodi: dall’uso di dissuasori di vario tipo all’impiego sempre più diffuso di droni dotati di termocamere. Oggi 110 delle 113 riserve di caccia dell’Alto Adige utilizzano questa tecnologia, che ha migliorato in modo significativo l’efficacia delle operazioni di ricerca. Complessivamente sono in servizio sul territorio circa 80 droni, che all’alba sorvolano i prati poco prima dell’inizio dello sfalcio. Quando viene individuato un piccolo, questo viene temporaneamente sistemato in una cesta ventilata e riportato in libertà subito dopo il termine delle operazioni, quando la madre può tornare a riprenderlo.
Dove non è possibile utilizzare i droni, i volontari perlustrano i prati a piedi prima del passaggio delle macchine agricole, un metodo più lento e impegnativo che richiede un numero elevato di persone. I droni rappresentano invece una soluzione molto più rapida ed efficace, ma il loro costo rimane elevato. Per questo motivo le diverse riserve di caccia collaborano tra loro, condividendo l’attrezzatura quando necessario.
Dal 2025 la Fondazione Cassa di Risparmio dell’Alto Adige sostiene economicamente l’acquisto dei droni. Finora ha già contribuito all’acquisto della strumentazione in 44 riserve di caccia, favorendo una diffusione sempre più capillare di questa tecnologia sul territorio provinciale.
Per rafforzare anche sul piano ideale l’impegno dei numerosi volontari, nel 2025, sotto il patrocinio della Provincia autonoma di Bolzano, è stata istituita la Rete per il salvataggio dei caprioletti – insieme contro la morte da sfalcio, che riunisce 15 soggetti provenienti dai settori dell’agricoltura, della caccia, della tutela della natura e della protezione degli animali. La stretta collaborazione tra il mondo venatorio, quello agricolo, le associazioni ambientaliste e animaliste e la Provincia rappresenta un importante esempio di cooperazione a favore del benessere animale e della biodiversità.
Il rettore della riserva di Avelengo, Armin Unterhauser, insieme alla pilota di droni Nadja Plank.
Foto: Franziska Raffl-Steiner, Associazione Cacciatori Alto Adige.
I risultati della stagione di salvataggio 2026
- 1.073 volontari impegnati
- 113 riserve di caccia partecipanti
- 15.000 ore di volontariato (di cui 9.000 con i droni)
- 2.634 caprioletti salvati
- 322 caprioletti investiti dalle falciatrici e segnalati




