Festa di Sant’Uberto: tradizione viva e responsabilità verso la natura
28. ottobre 2026
Sabato scorso, a Termeno, la caccia è stata protagonista della giornata. L’Associazione Cacciatori Alto Adige, insieme ai distretti venatori della Bassa Atesina e di Bolzano, ha celebrato una solenne Messa di Sant’Uberto nella chiesa parrocchiale del paese. Oltre 700 cacciatrici e cacciatori hanno ringraziato il loro santo patrono per un’annata venatoria senza incidenti e per i bei momenti vissuti durante la caccia e a contatto con la natura.
Tre domande al presidente provinciale Günther Rabensteiner
Perché i cacciatori celebrano la festa di Sant’Uberto?
La leggenda di Sant’Uberto è simbolo di un atteggiamento umile e rispettoso nei confronti della natura. Per i cacciatori, questa ricorrenza rappresenta un’occasione per riflettere sulla propria responsabilità nella tutela delle specie, per mantenere vive le usanze e le tradizioni venatorie, compresa quella dei suonatori di corno da caccia, e per ritrovarsi in un momento di condivisione.
Quali sono le origini di questa tradizione?
Secondo la tradizione, Uberto visse nell’VIII secolo d.C. Era un cacciatore sfrenato e, un giorno, mentre si apprestava ad abbattere un magnifico cervo, gli apparve un crocifisso luminoso tra le corna dell’animale. Questa esperienza lo indusse a riflettere profondamente e, da quel momento, si dedicò alla salvaguardia e alla tutela della natura e della fauna selvatica.
Le celebrazioni e le Messe di Sant’Uberto, nella forma in cui le conosciamo oggi, hanno origine in Francia e in Belgio, dove questa tradizione nacque nel XIX secolo. Nei Paesi di lingua tedesca e anche nel nostro territorio si diffuse soltanto a partire dagli anni Cinquanta del Novecento.
Questa tradizione è ancora attuale?
Per noi, la festa di Sant’Uberto è anche un’occasione per avvicinare le persone al mondo della caccia e promuovere il dialogo. La società sta attraversando una fase di cambiamento: i consumatori prestano sempre maggiore attenzione alla provenienza locale dei prodotti, alle certificazioni biologiche e al benessere animale. Proprio in questo ambito noi cacciatori possiamo offrire un contributo importante, perché la carne di selvaggina risponde a tutte queste esigenze. Per questo riteniamo importante proporre, in occasioni come questa, una selezione di specialità a base di selvaggina a un pubblico il più ampio possibile.




